1. Introduzione
Fin dalla nascita, i genitori dedicano molta attenzione alla cura del neonato. Sebbene desiderino offrire al bambino tutto il meglio possibile, anche nella cura del neonato vale la regola d’oro secondo cui non è bene esagerare con nulla. Sebbene per cura del neonato si possa intendere tutta l’attenzione che i genitori dedicano al bambino 24 ore su 24, la maggior parte del tempo è dedicata alla cura della pelle. La pelle del neonato differisce da quella degli adulti, poiché è soprattutto più sottile e maggiormente idratata; con il passare dei mesi, acquisisce gradualmente una struttura e una fisiologia simili a quelle della pelle dell’adulto.
2. Pelle

Koža je organ, ki ima daleč največjo površino. Sestavljajo jo tri glavne plasti, in sicer od površja navznoter si sledijo: Hipoderma (epidermide), derma (dermis) e tessuto sottocutaneo (ipoderma) (Figura 1).
La pelle svolge una funzione difensiva e protettiva per l’organismo, proteggendolo dagli stimoli meccanici, termici e chimici e dall’ingresso di sostanze nocive provenienti dall’ambiente (microrganismi, impurità presenti nell’aria, raggi UV, ecc.). Allo stesso tempo, protegge l’organismo dalla perdita delle proprie sostanze, soprattutto dell’acqua. Grazie alla buona irrorazione sanguigna e alla sudorazione, svolge un ruolo importante nella regolazione della temperatura corporea. Attraverso i recettori sensoriali e i nervi sensitivi, funge da collegamento tra l’organismo e l’ambiente esterno, in quanto organo di senso per il tatto e il dolore. Queste funzioni possono essere svolte in modo continuo solo da una pelle sana e integra.
Differenze tra la pelle dei bambini e quella degli adulti
La pelle dei neonati e dei bambini piccoli presenta differenze significative rispetto a quella degli adulti:
- in rapporto al peso del neonato e alla superficie corporea, la pelle del neonato rappresenta proporzionalmente una superficie molto maggiore rispetto a quella di un adulto;
- in media, la pelle dei bambini piccoli è cinque volte più sottile rispetto a quella degli adulti, in particolare lo strato corneo è più sottile;
- lo strato corneo è maggiormente idratato e, di conseguenza, più permeabile rispetto alla pelle sana degli adulti; è inoltre più sensibile e maggiormente soggetto alla disidratazione;
- lo strato idrolipidico protettivo, che fa parte dell’epidermide, nei neonati è meno strutturato, poiché la secrezione delle ghiandole cutanee è inferiore rispetto a quella degli adulti;
- le connessioni intercellulari nella pelle del neonato sono più lasse rispetto a quelle della pelle normale dell’adulto;
- la pelle dei neonati non svolge ancora adeguatamente la propria funzione protettiva e di barriera, pertanto le sostanze provenienti dall’ambiente che entrano in contatto con la pelle del bambino penetrano più facilmente attraverso di essa;
- nelle prime settimane dopo la nascita, il pH della pelle del bambino è vicino alla neutralità (circa 7), pertanto la pelle non è ancora in grado di controllare adeguatamente la proliferazione dei microrganismi e, di conseguenza, è anche meno resistente alle infezioni. Il mantello acido si sviluppa nelle prime settimane di vita. Con esso si sviluppa anche la microflora che, in condizioni normali, mantiene l’equilibrio sulla superficie cutanea e protegge il bambino dalle malattie della pelle;
- la regolazione della temperatura attraverso la sudorazione nei neonati non è ancora completamente sviluppata;
- la pelle dei neonati è ancora in fase di sviluppo e, pertanto, si rigenera più rapidamente, favorendo una guarigione e un recupero più rapidi.
Nella cura della pelle del bambino è necessario tenere conto delle sue caratteristiche, che la rendono più sensibile agli ingredienti contenuti nei prodotti per la cura della pelle e nei cosmetici. Alcuni ingredienti dei prodotti cosmetici vengono assorbiti dai bambini in misura maggiore e passano nell’organismo più facilmente rispetto agli adulti.
3. Cura di base
La cura di base del neonato inizia con il lavaggio e il cambio del pannolino al mattino. È preferibile lavare il neonato con acqua corrente tiepida oppure, in caso di pelle sensibile o irritata, con acqua bollita. Occasionalmente è possibile utilizzare anche salviettine oleose, tenendo però presente che un uso eccessivo può ostruire i pori della pelle e provocare fenomeni di ipersensibilità. Per questo motivo, sono particolarmente indicate durante i viaggi o le passeggiate, quando è necessario rimuovere lo sporco da determinate parti del corpo o quando è indispensabile cambiare il pannolino ma non è disponibile acqua corrente nelle vicinanze.
La cura di base del mattino e/o della sera deve iniziare sempre dal viso, procedendo gradualmente verso il basso lungo il corpo. Non bisogna assolutamente dimenticare di rimuovere i residui di latte secco dietro le orecchie e di lavare la schiena.
È necessario prestare particolare attenzione alla cura degli occhi. Ogni occhio deve essere pulito utilizzando una nuova garza o un batuffolo di cotone, procedendo dall’angolo esterno verso quello interno. In caso di lieve lacrimazione o di una leggera irritazione, gli occhi possono essere risciacquati con soluzione fisiologica sterile. Se il disturbo non si risolve, il rossore aumenta o compaiono secrezioni purulente agli angoli degli occhi, è consigliabile consultare il pediatra.
Di solito il pannolino del neonato viene cambiato ogni tre ore, ad eccezione della notte, quando è possibile saltare un cambio. La zona del pannolino deve essere curata con particolare attenzione, soprattutto nelle calde giornate estive, per evitare la comparsa dell’eritema da pannolino, causato dall’umidità, dallo sfregamento e dall’ammoniaca presente nei residui di urina e/o feci. Dopo il lavaggio, è necessario applicare uno strato sottile di un unguento o di una crema protettiva sulla zona genitale e sui glutei del neonato (ad esempio una crema lenitiva). È preferibile utilizzare pannolini di buona qualità e traspiranti. È inoltre importante lasciare il neonato senza pannolino il più a lungo possibile e sfruttare questo momento per giocare e per effettuare un delicato massaggio dell’addome del neonato in senso orario, che aiuta a prevenire le coliche.
La pulizia della pelle del neonato deve essere effettuata in modo delicato e non aggressivo. Durante il bagnetto, la temperatura dell’acqua dovrebbe essere di circa 37 °C; è necessario utilizzare saponi solidi. Un syndet leggermente acido (pH 5,5) per la detersione della pelle aiuta a favorire, nei primi giorni di vita, la formazione e successivamente la stabilizzazione del mantello acido cutaneo. La detersione a pH acido ostacola la proliferazione di microrganismi nocivi e patogeni, che prediligono valori di pH più elevati. Lo stesso vale per i capelli e il cuoio capelluto del neonato. È quindi consigliabile lavare il neonato alternando un giorno con il sapone e un giorno soltanto con acqua, evitando così di seccare eccessivamente la pelle. Nei bambini di alcuni mesi è invece possibile utilizzare anche detergenti liquidi per il corpo e i capelli. È importante scegliere prodotti privi di coloranti artificiali, profumi aggressivi e ingredienti che possano irritare la pelle e gli occhi. È consigliabile che siano arricchiti con oli idratanti (ad esempio olio di mandorle).
Nelle giornate calde è particolarmente importante prestare attenzione alle pieghe cutanee dietro le orecchie, sotto le ascelle, all’inguine e dietro le ginocchia. Queste zone possono essere ulteriormente trattate con olio di mandorle e, se necessario, cosparse di talco. Le orecchie devono essere pulite con un batuffolo di cotone; allo stesso modo si procede per la zona dell’ombelico una volta che la ferita si è rimarginata.
4. Prodotti per la cura di base
Per la cura del bambino sono particolarmente indicati prodotti cosmetici delicati e neutri, che non irritino la sua pelle. È importante che la maggior parte degli ingredienti sia di origine naturale e che i prodotti siano dermatologicamente testati.
Per la cura della pelle del viso e di tutto il corpo (compresa la cura quotidiana della zona del pannolino) sono particolarmente indicati un unguento lenitivo con olio d’oliva oppure una crema con olio di mandorle. Questi unguenti e creme hanno un’azione antinfiammatoria e sono destinati alla cura della pelle sana e alla protezione della pelle leggermente irritata. Dopo l’applicazione, sulla pelle si forma un sottile strato protettivo (generalmente contenente vaselina, lanolina, ecc.). Il contenuto di acidi grassi insaturi degli oli idratanti contribuisce a rendere la pelle liscia ed elastica. Per la cura della pelle del corpo, se necessario, si possono consigliare anche creme, unguenti e lozioni contenenti dexpantenolo. Il dexpantenolo favorisce l’epitelizzazione della pelle e, grazie alla sua capacità di trattenere l’umidità, contribuisce a una buona idratazione cutanea. In caso di pelle irritata, arrossamento e lieve eritema da pannolino, è consigliabile utilizzare creme, unguenti o paste protettive specifiche. Gli ingredienti più comunemente presenti in questi prodotti sono il talco, che previene lo sfregamento della pelle, l’ossido di zinco, che ha un’azione astringente, il subgallato di bismuto, che svolge una lieve azione antisettica, l’estratto di camomilla, che ha proprietà antinfiammatorie, e l’olio di pesce, ricco di vitamina A, che favorisce l’epitelizzazione.
Tra i primi prodotti utilizzati per la detersione del corpo del neonato vi sono i saponi. Nella cosmetica per la cura dei bambini si sconsigliano i saponi alcalini con pH 9-10, poiché alterano il pH della pelle. È consigliabile utilizzare i syndet, ovvero detergenti sostitutivi del sapone con pH 5,5, che combinano ingredienti particolarmente delicati, adatti alla pelle sensibile dei bambini. Detergono delicatamente la pelle, la proteggono e ne ripristinano l’equilibrio lipidico naturale, soprattutto se contengono anche sostanze emollienti e idratanti (ad esempio olio di mandorle), prevenendo così irritazioni e secchezza della pelle durante il lavaggio e il bagno.
Durante i primi sei mesi e fino a circa un anno di età, per il lavaggio dei capelli può essere utilizzato un sapone leggermente alcalino. Per i neonati più grandi e per i bambini sono disponibili in commercio prodotti combinati per la detersione del corpo e dei capelli. Gli shampoo devono essere efficaci e non devono irritare gli occhi. Generalmente contengono tensioattivi sufficientemente delicati da non irritare la pelle e gli occhi.
Gli oli, in particolare l’olio di mandorle, vengono utilizzati da un lato per detergere la pelle e rimuovere i residui di creme e talco, dall’altro per prevenire la perdita di umidità dalla pelle. Hanno la capacità di distribuirsi rapidamente sulla pelle e di penetrarvi solo parzialmente. Generalmente formano sulla pelle una pellicola che previene la secchezza e lo sfregamento della pelle con gli indumenti e i pannolini. Alcuni pediatri sconsigliano l’uso degli oli, poiché possono ostacolare la normale respirazione della pelle.
Per la cura della pelle del bambino si possono utilizzare anche i talchi. La loro funzione principale è assorbire l’umidità presente sulla pelle e proteggerla dalle irritazioni e dallo sfregamento con gli indumenti. Hanno inoltre un lieve effetto rinfrescante.
5. Come affrontare i piccoli disturbi e i sintomi più comuni
Nella maggior parte dei casi, le giornate con un neonato seguono un ritmo regolare, ma piccoli disturbi possono cogliere i genitori di sorpresa ed è proprio in quei momenti che il bambino ha ancora più bisogno di loro.
Tabella 1: Possibili disturbi nel neonato e relative misure di cura
| Possibili disturbi | Manifestazioni | Misure e consigli |
|---|---|---|
| Crosta lattea | • spesse formazioni giallastre e squamose sul cuoio capelluto | • utilizzare olio di mandorle• se la zona diventa sempre più arrossata e le squame si estendono anche al viso, si consiglia di consultare il pediatra |
| Acne del neonato o eruzioni cutanee | • papule rosse-rosate distribuite in modo irregolare• zona cutanea arrossata e pruriginosa• eruzioni cutanee | • cura di base con il lavaggio• in caso di forma particolarmente intensa, diffusione delle eruzioni, comparsa di squame o vescicole e/o febbre, si consiglia di consultare il pediatra |
| Mughetto (soor) | • patina bianca sulla mucosa orale• nelle forme diffuse, anche pelle arrossata e squamosa con macchie bianche nella zona del pannolino | • utilizzare un antimicotico locale• evitare le bevande zuccherate• in caso di forme più gravi e diffuse, se il disturbo ostacola l’alimentazione del neonato o compare un’eruzione da pannolino, si consiglia di consultare il pediatra |
| Eritema da pannolino | • pelle arrossata o rosata nella zona genitale e sui glutei, che diventa secca e squamosa• nelle forme più gravi possono comparire eruzioni cutanee, vescicole e ulcerazioni | • cambiare frequentemente il pannolino• lavare con acqua bollita• asciugare accuratamente la pelle interessata• utilizzare prodotti protettivi e curativi più intensivi (paste in polvere, pomate a base di olio di pesce)• in caso di comparsa di vescicole, ulcerazioni o squame con uno strato superiore bianco, si consiglia di consultare il pediatra |
| Coliche | • pianto inconsolabile in determinate ore della giornata e contrazione delle gambe verso l’alto o loro estensione alternata | • alimentazione adeguata della madre che allatta• far fare regolarmente il ruttino al bambino• massaggio• tisana per bambini (anice, finocchio, cumino) contro il gonfiore addominale• eventualmente sciroppo di cumino o, nei casi più gravi, sospensione SAB Simplex |
| Dentizione | • gengive gonfie e doloranti | • massaggiare le gengive con gel e gocce appropriate contenenti anestetico locale• utilizzare anelli da dentizione refrigerati• in caso di dolore intenso, alleviare il dolore con supposte di paracetamolo |
| Febbre | • temperatura superiore a 38,5 °C | • abbassare la febbre con paracetamolo sotto forma di supposte o, successivamente, sciroppo• raffreddare con impacchi• se la temperatura non torna alla normalità entro 48 ore, si consiglia di consultare il pediatra |
| Raffreddore | • secrezione nasale, tosse | • lavare regolarmente la mucosa nasale con soluzione fisiologica e rimuovere le secrezioni con un aspiratore nasale• alleviare la tosse con appropriate supposte o sciroppi disponibili in farmacia• in caso di difficoltà respiratoria, respiro sibilante o febbre, portare il neonato dal pediatra |
| Disturbi digestivi | • vomito, diarrea – feci liquide | • continuare con allattamenti più frequenti o somministrare alimenti adattati contenenti elettroliti• dopo il 6° mese, somministrare una quantità sufficiente di liquidi (a cucchiaini): tisana di rosa canina o mirtillo dolcificata con glucosio, eventualmente soluzioni reidratanti in polvere• se il neonato rifiuta i liquidi e la diarrea non si risolve entro 6 ore, si consiglia di consultare il pediatra |
Eritema da pannolino
Tra tutte le infiammazioni cutanee, nei neonati la più frequente è la dermatite da pannolino, nota anche come “eritema da pannolino”, un’infiammazione non allergica della pelle nella zona coperta dal pannolino. Può essere causata da uno o più fattori, quali:
- umidità, calore e sfregamento;
- contatto con urina, feci o entrambe;
- irritazione meccanica o chimica.
Le forme più lievi di infiammazione si manifestano come un semplice arrossamento (eritema), mentre successivamente la pelle può diventare secca e squamosa. Nelle forme più gravi possono comparire eruzioni cutanee (papule), vescicole, erosioni e papule ipertrofiche. Tutte queste manifestazioni sono accompagnate anche da prurito, che si presenta più frequentemente tra i 4 e i 12 mesi di età. I principali responsabili della dermatite sono l’urina e le feci, poiché i neonati urinano e defecano più volte al giorno. Nei bambini allattati al seno la dermatite compare meno frequentemente. L’urina e le feci dei bambini allattati al seno sono meno alcaline e meno irritanti rispetto a quelle dei bambini alimentati artificialmente. Anche l’alimentazione influisce quindi sulla comparsa della dermatite.
In caso di arrossamento della pelle nella zona del pannolino, è necessario cambiare più frequentemente il pannolino e utilizzare prodotti specifici per la cura della pelle (ad esempio pasta all’ossido di zinco, pomata a base di olio di pesce, pomate con ossido di zinco), che leniscono la pelle, la proteggono più intensamente e ne favoriscono la rigenerazione. La pelle deve essere lavata soltanto con acqua tiepida, poiché saponi e salviettine detergenti possono causare fenomeni di ipersensibilità. È consigliabile lasciare il neonato senza pannolino il più a lungo possibile, in modo che la pelle possa asciugarsi bene. Se l’eritema da pannolino non inizia a migliorare entro due o tre giorni o addirittura peggiora, i genitori devono portare il neonato dal pediatra, che valuterà la gravità dell’infiammazione e, se necessario, prescriverà un corticosteroide non fluorurato. In questi casi può inoltre essere presente un’infezione fungina (piccoli brufoli con uno strato superiore bianco) o batterica, che può essere trattata con un antimicotico o un antibiotico appropriato.
Acne ed eruzioni cutanee
La comparsa delle prime acne neonatorum sul viso, già nei primi giorni di vita (più frequentemente dopo circa 14 giorni e raramente più tardi), è un fenomeno legato alla fisiologia della pelle del neonato. L’acne compare a causa degli ormoni materni (androgeni) trasmessi al feto attraverso la placenta, che stimolano una maggiore secrezione delle ghiandole sebacee. Dopo alcuni mesi, l’acne scompare spontaneamente con la sola cura di base. Se le papule rosso-rosate sono molto numerose e causano disagio al neonato, è opportuno consultare il pediatra.
Piccoli brufoli o eruzioni cutanee possono comparire anche sul corpo, soprattutto a causa della sudorazione, e scomparire già dopo alcuni giorni con la normale cura della pelle. Se i disturbi peggiorano, l’eruzione non scompare e continua a diffondersi uniformemente, oppure compaiono anche lesioni infiltrate, squame o vescicole accompagnate da febbre, è necessario consultare il pediatra. Il pediatra valuterà la situazione e stabilirà se vi siano complicazioni o eventuali malattie infantili e, se necessario, prescriverà il trattamento appropriato.
Crosta lattea
Un’altra manifestazione abbastanza comune è la crosta lattea. Le squame giallastre compaiono inizialmente sul cuoio capelluto, nella parte superiore della testa, e possono staccarsi rapidamente oppure estendersi e aumentare fino a interessare gran parte del cuoio capelluto.
In questo caso è possibile utilizzare olio di mandorle, massaggiandolo delicatamente sul cuoio capelluto al mattino; successivamente si può coprire la testa con una cuffietta di cotone e lasciare agire fino al pomeriggio. Nel pomeriggio si pettinano delicatamente le squame ammorbidite e, se necessario, si lava la testa del neonato. La procedura può essere ripetuta per alcuni giorni consecutivi, fino alla completa rimozione delle squame.
Se la zona squamosa non migliora, ma diventa sempre più arrossata e si estende anche al viso, è necessario consultare il pediatra, che, in base alla situazione riscontrata, prescriverà il trattamento appropriato.
Mughetto (Candidosi neonatale)
La causa più frequente delle alterazioni della pelle e della mucosa orale nei primi dieci giorni dopo la nascita è il mughetto. Si tratta di un’infezione fungina causata dalla Candida albicans, che può essere trasmessa al neonato in ospedale oppure già durante il passaggio nel canale del parto.
La mucosa orale e le labbra sono spesso ricoperte da una patina bianca che non può essere rimossa semplicemente con una garza pulita. È necessario utilizzare un antimicotico locale (Daktarin gel orale). Se l’infezione fungina si estende ai glutei e ai genitali, dove compare una pelle arrossata e squamosa con uno strato superiore bianco, è necessario consultare il pediatra, che valuterà la gravità dell’infezione e prescriverà l’antimicotico appropriato. Allo stesso tempo, i bambini affetti da mughetto dovrebbero evitare le bevande zuccherate, che favoriscono la proliferazione dei funghi.
Coliche
Poco dopo le prime settimane di vita, più frequentemente intorno alla terza settimana, nei neonati possono comparire le coliche, che sembrano essere più frequenti nei maschi. In determinate ore della giornata (soprattutto nel pomeriggio e verso sera), il neonato inizia a piangere in modo inconsolabile senza una causa apparente e porta le gambe verso l’alto o le estende alternativamente.
I medici non sono ancora in grado di stabilire con assoluta certezza la causa delle coliche; probabilmente sono legate a uno squilibrio della flora intestinale o all’aria ingerita durante l’alimentazione. Si consiglia ai genitori di aiutare il neonato tenendolo nella posizione che gli risulta più confortevole (sulla spalla o a pancia in giù). Alcuni neonati traggono beneficio dall’essere spogliati e dal massaggio dell’addome in senso orario.
Se la madre allatta al seno, dovrebbe prestare particolare attenzione alla propria alimentazione: è preferibile evitare cibi che provocano gonfiore o che sono molto speziati. Durante l’alimentazione è necessario far fare regolarmente il ruttino al neonato. Prima dei pasti, i genitori possono somministrare al neonato, a cucchiaini, una tisana per bambini contro il gonfiore (anice, finocchio, cumino), eventualmente anche uno sciroppo di cumino.
Nei casi più gravi, oppure se le coliche compaiono circa mezz’ora dopo la poppata e sono state escluse cause organiche per i dolori addominali, i genitori possono utilizzare SAB Simplex sospensione. Il simeticone favorisce la disgregazione della schiuma, permettendo ai gas intestinali di essere eliminati naturalmente o assorbiti attraverso la parete intestinale. La causa di queste coliche può infatti essere l’alimentazione a base di latte, che durante il passaggio attraverso il tratto gastrointestinale tende a produrre una notevole quantità di schiuma per diverse ore. L’aria intrappolata non riesce a fuoriuscire e provoca così dolorosi gonfiori addominali. In caso di disturbi prolungati è necessario consultare il pediatra.
I primi dentini
Durante la dentizione, le gengive doloranti e gonfie possono essere particolarmente fastidiose. In questo periodo i genitori possono massaggiare le gengive del neonato con un dito pulito e utilizzare gel o gocce per alleviare il dolore e ammorbidire le gengive, contenenti un anestetico locale che ha un effetto anestetizzante sulla gengiva. Questi prodotti sono indicati dopo il terzo mese di età. Il neonato può inoltre trarre beneficio da diversi tipi di anelli da dentizione refrigerati.
Durante la comparsa, soprattutto degli ultimi denti da latte, possono manifestarsi anche febbre e diarrea. I dolori più intensi e la febbre possono essere alleviati con supposte di paracetamolo. In caso di diarrea è necessario assicurarsi che il neonato assuma una quantità sufficiente di liquidi e, se necessario, offrirgli anche un alimento adattato contenente elettroliti per prevenire la disidratazione. Se la diarrea è intensa e il bambino rifiuta i liquidi, si consiglia di consultare il pediatra.
Raffreddore
Tra tutte le malattie che possono colpire i neonati, le affezioni delle vie respiratorie sono le più frequenti. Il naso del neonato è relativamente piccolo e i passaggi nasali sono piuttosto stretti, pertanto anche un lieve raffreddore può provocarne rapidamente l’ostruzione. Poiché i neonati non sono ancora in grado di respirare attraverso la bocca, la secrezione nasale può causare loro notevoli difficoltà.
È quindi necessario che i genitori lavino regolarmente il nasino con soluzione fisiologica e rimuovano le secrezioni con un aspiratore nasale. La pulizia regolare del naso aiuta a prevenire il passaggio degli agenti responsabili dell’infiammazione (virus, batteri) dalla cavità nasale all’orecchio medio. La tuba di Eustachio, che collega la cavità nasale all’orecchio medio, nei neonati è particolarmente corta e larga, pertanto può insorgere facilmente anche un’infiammazione dell’orecchio medio.
In caso di tosse e catarro, è possibile alleviare la tosse del neonato con appropriate supposte contenenti oli essenziali. Questi agiscono localmente nelle vie respiratorie, favoriscono l’eliminazione del muco bronchiale, fluidificano le secrezioni dense e viscose delle vie respiratorie superiori e facilitano così l’eliminazione del catarro. Nei mesi successivi, quando il neonato è già in grado di espellere il catarro con la tosse, si possono utilizzare sciroppi per favorire l’espettorazione, preferibilmente a base di estratti vegetali.
In caso di febbre (superiore a 38,5 °C), è necessario abbassare la temperatura del neonato con paracetamolo sotto forma di supposte o, successivamente, sciroppo, raffreddarlo con impacchi e, se la temperatura non torna alla normalità entro 48 ore, consultare il pediatra. È necessario consultare il pediatra anche in caso di difficoltà respiratoria e/o respiro sibilante.
Disturbi digestivi
Il vomito e la diarrea sono generalmente causati da una gastroenterite virale. I casi lievi si risolvono generalmente senza particolari difficoltà con un’adeguata cura a domicilio. È soprattutto necessario assicurarsi che il neonato assuma una quantità sufficiente di liquidi, riducendo così il rischio di disidratazione.
Per i bambini allattati al seno si consiglia di continuare con poppate più frequenti. I neonati alimentati con il biberon possono ricevere un adeguato sostituto del latte con elettroliti aggiunti (alimento adattato con elettroliti). Nei neonati di età superiore ai sei mesi, i genitori possono reintegrare gli elettroliti persi con soluzioni reidratanti in polvere e offrire al neonato, a cucchiaini, anche una tisana di rosa canina o di mirtillo.
6. Consigli per le giornate estive
Non esporre al sole i neonati fino a un anno di età; assicurarsi che indossino un copricapo adeguato e trascorrere con loro il tempo all’ombra. Offrire loro una quantità sufficiente di liquidi e assicurarsi che siano vestiti in modo adeguato, senza eccedere.
I bambini più grandi possono trascorrere un po’ di tempo al sole nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio. Mezz’ora prima dell’esposizione al sole e ogni volta che il bambino esce dall’acqua, proteggerlo applicando una crema solare specifica per bambini con un fattore di protezione adeguatamente elevato.